Collezioni
Bronzi Degoli
Quando Lando Degoli muore nel 1991, nel testamento il Comune di Carpi è nominato come erede unico degli immobili e di una ricca collezione di dipinti, monete e bronzi ottocenteschi. Nel nuovo percorso del Museo, questi straordinari oggetti trovano il loro spazio: il Salotto Degoli.
Ceramica graffita
La ceramica graffita carpigiana rappresenta una delle espressioni artistiche più significative della produzione artigianale tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento a Carpi. Non solo oggetti da mensa, più o meno raffinati, ma anche targhe devozionali e sculture testimoniano in museo questo florido periodo realizzativo.
Dipinti antichi
Dalle produzioni locali della fine del Quattrocento fino ai dipinti di scuola emiliana, veneta e napoletana del Sei e Settecento, una selezione delle opere conservate nella collezione pittorica di Carpi.
La scagliola carpigiana
Il Museo ospita una nutrita e consolidata collezione di capolavori in scagliola fortemente legata alla versatilità artistica degli artigiani carpigiani. L’arte della scagliola inizia a radicarsi nel territorio carpigiano durante il periodo della Controriforma (1545-1563) grazie alla sua capacità di adattarsi alle esigenze di economicità tridentine per maturare nel Seicento e nel Settecento.
Le xilografie di Ugo da Carpi
Un punto di svolta nella storia dell’incisione italiana ed europea, segnando il passaggio da una xilografia decorativa a una vera e propria forma d’arte autonoma: queste sono le “carte che paion fatte col pennello” che a inizio Cinquecento realizza Ugo da Carpi.
Pittori a Carpi tra Otto e Novecento
L’Ottocento è per Carpi un periodo di rinnovamento sotto il profilo architettonico e artistico, in concomitanza con l’istituzione nel 1840 della scuola di Disegno, istituita su richiesta del podestà di Carpi e che avrà come maestro Claudio Rossi.
Scultura moderna
La scultura emiliana in terracotta tra Cinquecento e Settecento rappresenta una delle eccellenze artistiche del territorio, capace di coniugare tradizione artigianale e ricerca espressiva: anche le opere conservate nelle collezioni carpigiane si inseriscono in questo filone.
Ventagli
A partire dal Settecento il ventaglio amplifica la sua connotazione di strumento di interazione non verbale, funzione che conserva fino agli inizi del Novecento per poi cadere in disuso e diventare oggetto da museo a partire dagli anni Trenta del secolo, come nel caso del curioso fondo del museo di Carpi.