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Scultura moderna

La scultura emiliana in terracotta tra Cinquecento e Settecento rappresenta una delle eccellenze artistiche del territorio, capace di coniugare tradizione artigianale e ricerca espressiva: anche le opere conservate nelle collezioni carpigiane si inseriscono in questo filone.

In un’epoca in cui la terracotta veniva spesso considerata materiale “minore” rispetto al marmo o al bronzo, gli artisti emiliani ne esaltano le potenzialità plastiche e narrative. Se a Bologna operarono grandi maestri come Alfonso Lombardi e, nel secolo successivo, Angelo Gabriello Piò, capaci di modellare figure di intensa umanità e dinamismo, spesso destinate a chiese, oratori e confraternite, è la figura di Antonio Begarelli a Modena quella a cui si rifanno anche gli anonimi scultori locali per oltre un secolo, come documentato dalle opere del Museo carpigiano. In Emilia, grazie alla presenza di scuole e botteghe attive, questa tradizione si mantenne viva per tutto il Seicento e Settecento, lasciando un patrimonio diffuso di opere che testimoniano l’alto livello tecnico e l’intenso pathos della scultura in terracotta.

Le opere della collezione

Targa con Sant’Antonio Abate

Manifattura sassuolese

XIX secolo

Testa di fanciullo in terracotta

Ambito emiliano

XVI secolo

Busto di fanciullo in terracotta

Salesio Lugli

XIX secolo

Busto di W. Bloomer

Salesio Lugli

1889

Busto di Arturo Marchi

Salesio Lugli

XIX secolo

Busto di San Valeriano

Michelangelo Borghi

XVIII secolo

Targa con Sant’Antonio Abate

Manifattura sassuolese

XIX secolo

Targa con Madonna con Bambino

Manifattura sassuolese

XIX secolo

Targa con Sant’Antonio Abate

Manifattura sassuolese

XX secolo

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