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Scultura moderna

La scultura emiliana in terracotta tra Cinquecento e Settecento rappresenta una delle eccellenze artistiche del territorio, capace di coniugare tradizione artigianale e ricerca espressiva: anche le opere conservate nelle collezioni carpigiane si inseriscono in questo filone.

In un’epoca in cui la terracotta veniva spesso considerata materiale “minore” rispetto al marmo o al bronzo, gli artisti emiliani ne esaltano le potenzialità plastiche e narrative. Se a Bologna operarono grandi maestri come Alfonso Lombardi e, nel secolo successivo, Angelo Gabriello Piò, capaci di modellare figure di intensa umanità e dinamismo, spesso destinate a chiese, oratori e confraternite, è la figura di Antonio Begarelli a Modena quella a cui si rifanno anche gli anonimi scultori locali per oltre un secolo, come documentato dalle opere del Museo carpigiano. In Emilia, grazie alla presenza di scuole e botteghe attive, questa tradizione si mantenne viva per tutto il Seicento e Settecento, lasciando un patrimonio diffuso di opere che testimoniano l’alto livello tecnico e l’intenso pathos della scultura in terracotta.

Le opere della collezione

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