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Ventagli

A partire dal Settecento il ventaglio amplifica la sua connotazione di strumento di interazione non verbale, funzione che conserva fino agli inizi del Novecento per poi cadere in disuso e diventare oggetto da museo a partire dagli anni Trenta del secolo, come nel caso del curioso fondo del museo di Carpi.

La storia del ventaglio è un racconto che attraversa il tempo trasformandosi dal flabello fisso a ruota, in uso fino al Medioevo, fino al ventaglio pieghevole e di forma semicircolare del Cinquecento che si diffonde dall’Oriente alla Francia. Una evoluzione, quella del ventaglio, densa di cambiamenti in termini di usi che passa dalla funzione liturgica, bellica ed estetica fino a diventare un potente strumento di comunicazione e seduzione del gentil sesso che attraverso una fitta rete di messaggi codificati e dettati dal rapporto tra il ventaglio, le mani e il viso riusciva a interagire a distanza.

In museo è possibile ammirare l’eleganza di questi strumenti di fascino attraverso una fitta collezione con opere databili tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento.

Il ventaglio si trasforma in strumento per esprimere attraverso svariati giochi di colore, eleganti composizioni naturali, raffinate architetture e fastose scene rurali.

Le opere della collezione

Ventaglio con serto di rose

Manifattura giapponese

XX secolo

Ventaglio con figure giapponesi

Manifattura giapponese

XX secolo

Ventaglio con fiori e uccelli

Manifattura giapponese

XX secolo

Ventaglio a ventola con fiori e uccelli

Manifattura giapponese

XIX secolo

Ventaglio a ventola con fiori e uccelli

Manifattura giapponese

XIX secolo

Ventaglio a ventola con personaggi giapponesi

Manifattura giapponese

XIX secolo

Ventaglio con motivi floreali

Manifattura giapponese

XIX secolo

Ventaglio

Manifattura francese

XIX secolo

Ventaglio con passero su ramo

Manifattura francese

XIX secolo

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